Alimentiamo l’ingegno: leggiamo

Provate a prendere una metro, a Milano, durante la giornata. Oltre a incrociare migliaia di persone di tutte le età vedrete anche che durante i percorsi ognuna di queste occuperà il tempo in modo diverso.

La cosa che mi colpisce maggiormente, e spesso non in modo positivo, è la divisione in fasce d’età che si presenta ai miei occhi ogni volta che devo classificare ciò che ogni persona fa nel tempo libero e che ci dà l’idea di come la nostra società oggi sia sempre più povera dei giovani che si approcciano alla cultura in modo serio e costante.

Per essere più precisi tutti gli uomini dai 45 ai 65 anni, vestiti in giacca e cravatta che girano da una parte all’altra della città, approfittano dei momenti liberi come quello del tragitto in metro per leggere e tenersi aggiornati su ciò che accade intorno a noi, o per capire come cambiano le leggi o quale altro disastro i nostri politici hanno fatto. I quotidiani sono al centro della loro attenzione. Le donne della stessa età invece, per la maggior parte sono impegnate nella lettura di libri di diverso genere. E i ragazzi, quelli che vanno dai 20 ai 30 anni? Sarebbe bello dire che leggono libri e quotidiani,  invece non è così. Li vedrete impegnati in lunghe conversazioni telefoniche, concentrati a scrivere messaggi, a chattare o pubblicare foto sui mille social network che hanno completamente invaso la nostra vita. Alla meno peggio ascoltano musica con l’ipod.

Non è che non vada bene dedicarsi alla musica, anzi. Aristotele diceva che la musica è un’arte che stimola l’intelletto e permette allo spirito di elevarsi a qualcosa di superiore. Seneca affermava che la lettura alimenta l’ingegno, lo ristora dalle fatiche dello studio e ci permette di riflettere su quanto ancora dobbiamo conoscere.

Consapevolezza. Questo ci dà la lettura. Sviluppa in noi la capacità critica, allarga i nostri orizzonti e affina il nostro eloquio passando dalla capacità elementare di comunicare con gli altri all’utilizzo di una dialettica più complessa. Ci aiuta ad affrontare ogni giorno il nostro lavoro e a migliorarlo attraverso nuove idee e nuovi punti di vista. Mette i giovani in condizioni di diventare proattivi e dimostrare di essere un valore aggiunto, sia nella vita privata sia in quella professionale.

Coloro che si sono appena laureati e si stanno affacciando al mondo del lavoro, magari attraverso uno stage, non hanno nessuna competenza tecnica ma chi legge libri e quotidiani, tenendosi continuamente informato e aggiornato, potrà offrire la ricchezza della propria mente da trasformare, con il tempo, in azioni concrete per il proprio lavoro.

Una mente sana trae sostentamento dalla lettura. Non dimentichiamolo.

 

Eleonora Maiorana