Lavorare da casa. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore

I telelavoratori si dividono in due gruppi. Alcuni passano le loro giornate sul divano, fermandosi di tanto in tanto per controllare il loro BlackBerry. La maggior parte, invece, fa un lavoro vero e proprio, senza distrazioni da incontri e o chicchiericcio con i colleghi.

In futuro sempre più persone lavoreranno da casa. Con il costo così elevato degli uffici nelle grandi città, molte aziende per risparmiare denaro, incoraggiano il personale a lavorare in pigiama. Invece di dover passare ore accalcati su maleodoranti treni affollati, potranno lavorare tramite e-mail, Skype e reti private virtuali.

Eppure Daniel Cable della London Business School ritiene che le aziende continuano a ricompensare il presenzialismo in ufficio. In alcune recenti ricerche pubblicate da prestigiosi istituti internazionali risulterebbe che i telelavoratori hanno meno probabilità di essere promossi. In alcuni esperimenti i responsabili aziendali sono stati invitati a valutare  scenari in cui l’unica differenza era se il dipendente era alla sua scrivania in ufficio o a casa. I gestori hanno valutato quelli in ufficio essere più affidabili e operosi, a prescindere dalla qualità del loro lavoro.

In sostanza il fatto di poter controllare da vicino l’operato di un collaboratore crea l’illusione di un maggior valore. Essere l’ultimo a lasciare l’ufficio impressiona il boss, anche se in realtà si è passato il pomeriggio ad aggiornare il proprio status su Facebook.

Quindi, sebbene molte imprese comincino ad incoraggiare il personale a lavorare il più possibile da casa, inconsciamente penalizzato coloro che obbediscono a questo input.

Certamente ci sono anche dei “trucchi” per i telelavoratori che vogliono apparire attivi: scrivere mail al capo presto la mattina o tardi la sera. Mentre alcuni ingenuamente (?) scelgono di stare a casa il lunedì o il venerdì.

Diciamocelo, la cultura del presenzialismo non serve poi molto alle aziende e non aumenta di certo la produttività. Molte donne (e alcuni uomini) lavorano da casa per avere la possibilità di andare a prendere i bambini a scuola. Questo non significa che è necessario produrre meno, solo che lo fanno in un momento e un luogo scelto da loro. Alcune aziende, come Best Buy, un famoso rivenditore di elettronica, riconosce questo e si sforza di valutare il personale esclusivamente sulle base delle prestazioni. Ma questo sicuramente è l’aspetto più complesso di tutto il processo.

 

Vittorio Nascimbene