ALLA RICERCA DELLA MERITOCRAZIA SUL LAVORO

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Il momenti di profonda crisi dell’economia come quello attuale, quando anche il mercato del lavoro risente delle difficoltà delle aziende a raggiungere gli obiettivi prefissati, i lavoratori si interrogano più intensamente sul reale valore del loro rapporto di lavoro.

Lo Smart Working (o sarebbe meglio dire Remote Working), che tra le altre cose segna la distanza dalla quotidianità dell’ufficio, permette al lavoratore di riflettere maggiormente e in maniera distaccata sul quelli che sono gli elementi di meritocrazia presenti all’interno della propria azienda.

Essere apprezzato sul posto di lavoro è per alcune persone tanto importante quanto un’adeguata retribuzione. Avere buoni rapporti con i propri superiori, vedere riconosciuta la professionalità espressa, essere al centro di progetti strategici che possano portare ad una crescita professionale verificabile è considerato sempre più fondamentale per chi deve valutare se rimanere o cambiare azienda.

Su Linkedin leggo spesso di persone che si lamentano del loro lavoro, della difficoltà di trovare ambienti che favoriscano la meritocrazia, del crescere dell’amarezza di fronte a situazioni di favoritismo. Difficile sapere se si tratta di chi, scontento della propria situazione, parla male dell’azienda in cui si trova per motivi oggettivi o meno.

Vero è che sempre più le persone sono alla ricerca di contesti professionali realmente meritocratici e stimolanti.

Oggi le aziende si trovano di fronte alla grande opportunità di attrarre validi talenti facendo intravvedere ai candidati, durante i processi di selezione, quale livello di trasparenza e di incentivo al merito sono in grado di offrire.

Sono però ancora molto poche le aziende che hanno compreso l’importanza di questi elementi nella competizione volta ad attrarre i migliori profili presenti sul mercato.

Come può quindi un candidato interessato a determinati contesti aziendali, sapere prima di accettare un’offerta di lavoro se l’azienda alla quale si propone presenta determinati valori?

Ovvero quelli veramente volti a creare un sano contesto competitivo in cui ogni dipendente abbia la possibilità di migliorare la propria prospettiva professionale.

Anche se non esiste la certezza di avere la garanzia di scegliere la realtà in grado di offrire quella che potremmo definire la chance di avere la “felicità sul lavoro”, ci sono alcune regole da seguire stando attenti in particolare modo a:

  • Carta dei Valori: alcune aziende soprattutto quelle più strutturate hanno redatto dei documenti pubblici spesso presenti all’interno dei siti istituzionali nei quali vengono declinati aspetti quali la visione, la gestione dei fornitori, dei dipendenti, di questioni ambientali, ecc… (ecco qui un esempio)
  • Rassegna stampa: Oggi grazie ai motori di ricerca è molto facile raccogliere velocemente informazioni sulle aziende. Sì può facilmente venire a conoscenza di come sono state gestite in passato possibili crisi, acquisizioni, o fusioni. Come sono stati gestiti i dipendenti in tali circostanze.
  • 6 gradi di separazione: Questa vecchia teoria sociologica ci ricorda che non è poi così difficile conoscere direttamente o indirettamente (tramite parenti o amici) qualcuno che lavora in un contesto aziendale di nostro interesse. Approfittiamone quindi per farci due chiacchiere e capire se la funzione di nostro interesse sussistono le migliori condizioni affinché la nostra ricerca di meritocrazia abbia buon esito.
  • Head Hunter: I cacciatori di teste e in genere i selezionatori delle agenzie per il lavoro e delle società di ricerca e selezione del personale spesso conoscono le aziende molto da vicino. Una volta superato il possibile conflitto d’interessi tra il nostro interlocutore e l’azienda target, facciamoci consigliare in tutta sincerità se il nostro profilo professionale, il nostro “credo” sono compatibili con il contesto in esame.
  • Analisi dei Bilanci: Oggi con pochi euro attraverso siti internet o applicazioni è possibile leggere le condizioni economiche di un’azienda scaricandone l’ultimo bilancio. Anche senza l’aiuto di un commercialista è facile capire se l’azienda è sana e redditizia piuttosto che in crisi.

Questo elenco è soltanto indicativo e non esaustivo. Ci sono tantissimi modi per chiarirsi le idee prima di una scelta così importante spesso affrontata con leggerezza. Mi è capitato di vedere persone analizzare con cura centinaia di informazione prima dell’acquisto di un’automobile, mentre magari le stesse accettavano offerta di lavoro da aziende di cui al massimo avevano letto velocemente il sito.

Evitate di cambiare lavoro se non ci sono le giuste garanzie ricercate.

Chi non segue queste indicazioni si trova a condurre un lungo pellegrinaggio fatto di brevi esperienze che a lungo andare determinano un processo irreversibile.

Vittorio Nascimbene

Founder & Ceo

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