Come trovare un valido Commerciale (con patto di non concorrenza)

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Sei alla ricerca di un nuovo Commerciale, ma stai incontrando difficoltà nel reclutarlo? Non sai come trovare un valido Venditore? Ti sei affidato a società di selezione del personale , ma non hai avuto i risultati attesi? 

In questo articolo ti spieghiamo  chi è e di cosa di occupa tale figura e i vantaggi  nel rivolgersi a Ricercamy quale partner nella ricerca e selezione di profili nella vendita.

L’importanza delle figure commerciali

In ogni realtà, che sia questa di prodotti o servizi, non può mancare una figura che si occupi di sviluppo commerciale. Far crescere il business è importante per ogni azienda.

Ci sono realtà molto conosciute e che hanno ordini continui, clienti fissi che però devono continuamente esser guidati, coccolati se si può dire.

I commerciali son figure molto importanti che devono occuparsi della gestione dei clienti attivi, ma solitamente anche dello sviluppo di nuovi contatti, del reperimento di nuovi prospect, della crescita di nuovi e interessanti lead.

Il venditore diventa per i clienti il punto di riferimento ed è sempre molto importante tenerselo stretto. Difatti si sà, i clienti se ben curati si affezionano ai proprio referenti, e se questi ultimi un giorno decidessero di passare a una realtà aziendale che vende prodotti simili a quelli proposti fino ad oggi, è molto probabile che avvenga uno spostamento di massa.

Il patto di non concorrenza

Per evitare di ritrovarsi un domani senza il venditore e tutti i clienti da lui gestiti, molte aziende vincolano i propri dipendenti / agenti con un patto di non concorrenza.

Il patto di non concorrenza è l’accordo con cui il datore di lavoro può limitare al proprio dipendente l’attività successiva alla cessazione del rapporto di lavoro.

Dispositivo dell’art. 2125 Codice Civile

Il patto con il quale si limita lo svolgimento dell’attività del prestatore di lavoro, per il tempo successivo alla cessazione del contratto, è nullo se non risulta da atto scritto, se non è pattuito un corrispettivo a favore del prestatore di lavoro e se il vincolo non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, di tempo e di luogo.

La durata del vincolo non può essere superiore a cinque anni, se si tratta di dirigenti, e a tre anni negli altri casi. Se è pattuita una durata maggiore, essa si riduce nella misura suindicata.

Art. 2596 del Codice Civile – Limiti contrattuali della concorrenza

Le parti che stipulano un patto di non concorrenza, sebbene gli sia riconosciuta la libertà di farlo, devono rispettare alcune regole imposte dall’ordinamento giuridico. Si tratta di quelle previste dall’articolo 2596 del codice civile ovvero:

  • forma scritta;
  • limitatezza del divieto di concorrenza con riferimento al tipo di attività svolta e all’area di svolgimento;
  • durata massima di 5 anni. Se pattuita una durata più lunga il patto è comunque valido per la sola durata prevista dalla legge. Lo stesso vale se la durata non è stata pattuita.

Altre regole specifiche dettate dal legislatore in tema di patto di non concorrenza riguardano l’istituto del trasferimento d’azienda e sono previste all’articolo 2557 del codice civile.

Per quanto riguarda gli agenti in Partita IVA

La legge detta una disciplina ad hoc del patto di non concorrenza per i rapporti di agenzia. In tali rapporti il patto di non concorrenza può consistere nel prolungamento del divieto di concorrenza che già vige in capo all’agente per tutta la durata del rapporto.

Ai sensi dell’articolo 1751-bis del codice civile “il patto che limita la concorrenza da parte dell’agente dopo lo scioglimento del contratto deve farsi per iscritto. Esso deve riguardare la medesima zona, clientela e genere di beni o servizi per i quali era stato concluso il contratto di agenzia e la sua durata non può eccedere i due anni successivi all’estinzione del contratto”.

Alla cessazione del contratto di agenzia all’agente che abbia accettato il patto di non concorrenza spetta una indennità calcolata secondo vari parametri attinenti al rapporto cessato. I parametri di riferimento sono determinati dai contratti collettivi di categoria. Se l’indennità non è determinabile perché non c’è accordo tra le parti viene determinata dal giudice secondo i parametri di cui al secondo comma dell’articolo 1751-bis.

Il patto può essere sia stipulato autonomamente rispetto al contratto di agenzia sia come clausola dello stesso. Può inoltre essere concluso in sede di conclusione del contratto di agenzia ovvero successivamente (durante lo svolgimento o dopo la cessazione).

Pillole importanti:

Solitamente il patto di non concorrenza si firma al momento dell’assunzione. Insieme ad essa, può essere presente anche una clausola di opzione o di recesso, a favore dell’azienda, che permette al datore di lavoro di valutare, a tempo debito, l’effettiva convenienza della stipula del patto di non concorrenza. 

Il patto di non concorrenza è un accordo scritto, facoltativo, separato dal contratto di lavoro vero e proprio e autonomo rispetto all’obbligo di fedeltà che è previsto a prescindere dall’art. 2105 del Codice Civile, che il datore di lavoro e il lavoratore possono concludere, prima, durante o dopo la firma del contratto di lavoro.

Il datore è quindi costretto a prevedere un corrispettivo molto alto (almeno pari all’80% della retribuzione) per rispettare il patto di non concorrenza.

Qualora il patto di non concorrenza sia stipulato nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato, l’indennità percepita è attratta a tassazione come reddito di lavoro dipendente.

Il patto di non concorrenza si ritiene nullo se non prevede un corrispettivo, se non regolato da accordo scritto, se non rientra nelle tempistiche di validità sopra citate.

La legge prevede una durata massima di validità del patto di non concorrenza, quindi se nulla è previsto nell’atto, allo scadere di 5 anni per i dirigenti o 3 per gli altri, si potrà tranquillamente riprendere la propria attività lavorativa.

Dal punto di vista della retribuzione, il patto di non concorrenza deve prevedere una somma determinata, in caso contrario sarà nulla. Inoltre, tale retribuzione dovrà essere versata al momento della cessazione del rapporto di lavoro, una tantum o in toto. Quindi potrà essere aggirato il patto di non concorrenza qualora ci sono delle discrepanze sul pagamento o nulla viene previsto per la remunerazione

La legge prevede anche dei limiti geografici, oltre i quali il patto può essere nullo e quindi aggirabile. In ogni caso può essere prevista la limitazione in una città o regione determinata, sarà così possibile svolgere la stessa attività lavorativa altrove per il periodo previsto nell’accordo.

Qualora il dipendente non rispetti il patto di non concorrenza o lo stesso venisse dichiarato nullo, con l’obbligo conseguente di dover restituire le somme ricevute in corso di rapporto a tale titolo, trattandosi di somme versate indebitamente.

Qualora non vengano rispettati i limiti imposti nel patto di non concorrenza, il datore di lavoro potrà agire in giudizio chiedendo la cessazione dell’attività in violazione del patto. A tal fine verrà immediatamente richiesta la restituzione di quanto ottenuto in virtù dell’accordo e il risarcimento dei danni causati dall’attività esercitata dal lavoratore.

Dato che proprio la quantificazione dei danni è di difficile determinazione, si usa inserire nel patto di non concorrenza una penale. Quest’ultima in genere è proporzionata al sacrificio richiesto al lavoratore o in generale al vincolo oggetto del contratto di non concorrenza che le parti sottoscrivono.

Quindi, come trovare un valido Commerciale?

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Fabiola Rezzonico

Senior Head Hunter – Recruiter & Business Developer

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