Le aziende hanno bisogno di un nuovo modo di fare recruiting

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Non nascondiamoci dietro ad un dito, le società di ricerca e selezione del personale in Italia non se la passavano bene da ben prima dell’arrivo del covid.

I problemi vanno ricercati nell’incapacità di evolversi negli anni e nell’essere competitivi rispetto al vero leader nazionale nel settore della ricerca del personale: il passaparola.

Il mercato del lavoro italiano è asfittico da tempo. Dopo gli anni dei boom economico dove il tasso di disoccupazione era perfino al di sotto il 5% non ci sono stati momenti di vera piena occupazione se si eccettua il periodo immediatamente precedente la crisi del 2008.

Il nostro paese non ha conosciuto inoltre una vera cultura della ricerca e selezione del personale almeno fino alla fine degli anni 90 del secolo scorso. Se si eccettuano alcune rare società di consulenza presenti principalmente a Milano già negli anni cinquanta, bisogna aspettare la fine dello scorso millennio per vedere approdare in Italia i grandi gruppi internazionali della ricerca e selezione.

Nello stesso periodo avviene un cambio epocale nel nostro paese, l’introduzione (tardiva) del lavoro temporaneo che ci permette di recuperare un gap molto importante con il resto d’Europa in termini di flessibilità del lavoro.

Nonostante tutto ciò però è ancora il passaparola a farla da padrone. Basti pensare che i cambi di azienda gestiti da società di selezione del personale o agenzie per il lavoro sono ancora inferiori al 10% del totale.

Forse le aziende non hanno realmente bisogno di un supporto esterno penserete.

La risposta è… “sbagliato”!

Negli anni gli uffici risorse umane delle società anche di quelle multinazionali sono andati spopolandosi per una miope politica di riduzione dei costi che spesso ha prodotto più danni che benefici.

Oggi sono solo le realtà più strutturate a potersi permettere di avere un Direttore Risorse Umane e (quando va bene) dei selezionatori dedicati. Il resto dei processi di selezione avviene con la stessa metodologia usata negli anni settanta: annuncio (adesso su internet una volta sulla stampa), screening di centinaia di curricula, colloqui gestiti da responsabili di funzione che quotidianamente si occupando di tutto tranne che di selezione, offerta al candidato (senza la minima conoscenza dei valori medi del mercato), ecc…

I risultati sono spesso deludenti. Con aziende che non riescono a far elevare il livello dell’asset più prezioso che hanno: le persone.

Allora perché non si rivolgono a dei professionisti per la ricerca di personale qualificato?

I motivi sono diversi. Il principale, a detta dei referenti con i quali ci confrontiamo tutti i giorni, è il costo del processo di selezione che porta all’inserimento delle risorse chiave in azienda.

Ed è vero.

I servizi di ricerca e selezione in Italia costano troppo. Mediamente una società di ricerca e selezione del personale applica fee dal 15 al 20% della RAL (retribuzione annua lorda del candidato) con un anticipo pari 3-5%.

Ciò vuol dire che per un profilo da 35.000€ (es: un contabile senior) si pagano dai 5 ai 7.000€.

Sono cifre importanti spesso non giustificate dalla reale difficoltà della selezione o dalla qualità del processo.

Quindi qual è la soluzione?

Le aziende hanno necessità di rapidità, trasparenza, qualità, ma anche convenienza nei processi di recruiting per preferire un fornitore esterno al “fai da te”.

Per poter diventare il punto di riferimento di chi cerca personale bisogna essere in grado di:

  • saper svolgere attività di caccia diretta (head hunting)
  • dare una fotografia del mercato
  • consigliare il cliente rispetto al corretto inquadramento del profilo
  • ridurre i tempi della ricerca
  • ridurre i costi di inserimento
  • aggiungere valore grazie alla diretta conoscenza del mercato di riferimento

Come Ricercamy negli anni abbiamo lavorato per offrire alle aziende solo quello di cui avevano bisogno, quando ne avevano bisogno ed al giusto prezzo.

Il risultato è un modello unico sul mercato che si basa su una pura consulenza nel processo di selezione plasmato sulle reali esigenze dei nostri clienti. Un modello che consente all’azienda sia di essere seguita passo passo dalla definizione dell’esigenza fino all’inserimento del candidato in azienda ed anche nel tempo, ma anche di scegliere un supporto solamente in una specifica attività (es: screening curricula e primo contatto con i candidati).

L’utilizzo di tecniche di head hunting, social recruiting, grazie a consulenti che svolgono una vera attività da cacciatori di teste ci permettono di mettere in contatto i migliori potenziali candidati con i nostri clienti a costi pari al 20-30% di quelli di mercato.

Se ti interessa approfondire chiedici una call senza impegno compilando la form che trovi sotto.

A presto

Vittorio Nascimbene

Ceo & Founder

Ricercamy.com