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Come trovare un valido Disaster Recovery Manager

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Sei alla ricerca di un Disaster Recovery Manager ma stai incontrando difficoltà nel reclutarlo? Ti sei affidato a società di selezione del personale ma non hai avuto i risultati attesi?

In questo articolo ti spieghiamo chi è e di cosa di occupa tale figura e i vantaggi nel rivolgersi a Ricercamy quale partner nella ricerca e selezione di profili nel settore informatico.

C’è da premettere che la continuità operativa dei sistemi IT è una priorità per le aziende in ogni settore. Da essa dipende ogni giorno la continuità di tutti i processi operativi e del business.  

Il Disaster Recovery è un aspetto della Business Continuity, nello specifico è l’approccio adottato da un’organizzazione per ripristinare l’accesso e la funzionalità della propria infrastruttura IT in seguito a eventi disastrosi naturali o causati dall’uomo (come guasti alle apparecchiature o attacchi informatici).

 

 

Il Disaster Recovery Manager protegge i dati di un’azienda, così come il loro hardware e software, creando piani tecnici di Disaster Recovery e piani di continuità aziendale. Coordina, testa e aggiorna i piani per assicurarsi che le cose funzionino quando necessario, e fornisce anche la formazione ai membri del personale.

Nello specifico si occupa della  replica dei dati e dell’elaborazione informatica in una posizione off-premise che non è interessata dall’evento disastroso.  Lavora con il dipartimento di tecnologia all’interno di un’organizzazione per sviluppare programmi ed esaminare le risorse necessarie per il recupero tecnico (come l’archiviazione dei dati fuori sede), segue lo sviluppo e l’esecuzione di procedure, programmi e politiche per garantire la sicurezza di dati, database, sistemi informativi e tecnologia. Implementa progetti di database, modelli di dati, accesso ai dati e codici di manutenzione delle tabelle.

Quando i server non funzionano a causa di una calamità naturale, un guasto dei dispositivi o un attacco che ha compromesso la sicurezza informatica, l’azienda deve recuperare i dati persi da una seconda posizione dove è disponibile il backup dei dati. In teoria, un’organizzazione può trasferire anche l’elaborazione informatica alla posizione remota per continuare a essere operativa.

Poiché gli attacchi informatici e le calamità naturali sono sempre più diffusi, la figura del Disaster Recovery Manager diventa più che mai essenziale per garantire la Business Continuity. La valutazione del rischio e un’analisi dell’impatto aziendale che quantifichi i possibili effetti di un evento disastroso sono strumenti efficaci per la gestione di un piano di Disaster Recovery.

Cosa s’intende per  piano di Disaster Recovery ?

Il piano di Disaster Recovery, che fa parte integrante del piano di continuità operativa, formalizza le misure tecniche e organizzative finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di ripristino delle funzionalità tecnologiche, delle procedure informatiche e il ripristino dei servizi elaborativi, nel caso si verifichi un evento disastroso o gravi emergenze in grado di rendere inutilizzabili:

  • le apparecchiature hardware, sia per causa diretta (distruzione delle medesime), sia per cause indirette (inagibilità/inaccessibilità dei locali – sala macchine – che le ospitano);
  • il software, i dati e la documentazione ospitata nelle apparecchiature hardware e/o nei locali di cui sopra, limitando il rischio di perdita dei dati al momento della ripartenza, al livello di soglia concordato in sede di Business Impact Analysis (BIA).

L’ obiettivo principale è quello di sviluppare, testare e documentare un iter ben strutturato e facilmente comprensibile che permetta di recuperare il più rapidamente ed efficacemente possibile da un disastro imprevisto o da un’emergenza che interrompe i sistemi informativi, le piattaforme tecnologiche critiche, l’infrastruttura di telecomunicazioni e, conseguentemente, le operazioni aziendali.

Il piano deve includere un obiettivo di punto di ripristino (RPO) che indica la frequenza dei backup e un obiettivo di tempo di ripristino (RTO) che definisce il numero massimo di downtime consentiti dopo un evento disastroso. Queste metriche definiscono dei limiti che fungono da guida alla scelta della strategia, dei processi e delle procedure IT che costituiscono il piano di Disaster Recovery di un’organizzazione. Il numero di downtime che un’organizzazione è in grado di gestire e la frequenza con cui effettua il backup dei dati ne rappresentano la strategia di Disaster Recovery. Infine, è importante verificare periodicamente l’efficacia del piano prima che l’evento disastroso si verifichi, in modo da essere certi del suo funzionamento.

I piani devono essere   testati per assicurarsi che siano in atto piani appropriati in modo da evitare che le organizzazioni perdano dati, hardware e software preziosi. La pre-pianificazione del recupero è essenziale, perché permette una comprensione collettiva dei componenti di recupero necessari e dei processi aziendali cruciali. Gli specialisti di disaster recovery presentano i loro piani di recupero e ripresa ai leader tecnologici dell’organizzazione e chiedono la loro approvazione prima di procedere.

Il Disaster Recovery Manager  deve assicurarsi che tutti i dipendenti coinvolti comprendano appieno i loro doveri nell’attuazione di tale piano; che le politiche operative siano rispettate all’interno di tutte le attività pianificate; che gli accordi di emergenza proposti siano efficaci sotto il profilo dei costi; la necessità di considerare le implicazioni su altri siti aziendali.

Si occupa inoltre di:

  • Coordinare lo sviluppo, la formazione e l’esercizio di un piano di recupero
  • Stabilire contatti/reti per le risorse di recupero e i sistemi di supporto
  • Implementare pratiche per favorire la sostenibilità nelle iniziative di pianificazione strategica
  • Convalidare l’accessibilità e la sicurezza
  • Formare contatti interni ed esterni e appaltatori
  • Valutare i danni
  • Individuare la portata del lavoro di riparazione
  • Sviluppare piani e programmi di riparazione
  • Ripristinare le operazioni
  • Aggiornamento dei piani

Ulteriori responsabilità includono la gestione del rischio, dei controlli e della conformità, il supporto alle attività di audit e di esame del BC/DR e lo sviluppo e la manutenzione di politiche, standard e procedure allineate alle migliori pratiche (NIST, manuale FFIEC BCP). 

Tra le Skill più richieste infatti  troviamo:

Conoscenza di metodologie, framework, normative cogenti e best practice e standard internazionali di Business Continuity, Information Security, Data Privacy e Data Protection (es: ISO 22301, DRI Professional Practices, BCI Good Practice Guidelines, ISO 27001, NIST, PCI-DSS, GDPR, ecc…);

Nel settore informatico esiste una forte concorrenza sul mercato e la velocità nel contattarli e uno studio di retribuzioni sono le basi per ottimizzare un processo di selezione.

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Ramona Scalise

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