Quel Momento di Transizione | Dimissioni e periodo di Preavviso

Vi è mai capitato di essere in quello stato “transitivo” che è dato dal momento delle dimissioni da un posto di lavoro e coincide con il periodo di preavviso?

Quale sono le sensazioni, a mio parere molto strane, che si esercitano in voi? Penso che tutto derivi dal motivo che sta alla base del cambiamento del posto di lavoro. La fattispecie più evidente e meno ovvia è quella che si verifica in presenza di cause diciamo “superiori” quali: “mi trovo bene a livello umano nell’attuale società, ma devo cambiare per motivi indipendenti da me quali un cambio di residenza familiare o una grave crisi dell’azienda per cui sono costretto”.

Il sentimento in questo caso è tipicamente di nostalgia, di tristezza in pratica ci si sente quasi costretti da cause esterne e indipendenti dalla propria volontà. Il periodo di preavviso è un misto di sentimenti contrastanti, mai troppo sereni.

Il secondo caso è da manuale: “non mi trovo bene nell’attuale posto di lavoro, sono sottopagato ho rapporti non idilliaci con i superiori e con altri”. In questo caso invece il periodo di preavviso (indicativamente di un mese) è visto con un sentimento di leggerezza, di libertà e molti ti evitano perché temono che tu in quel momento non hai niente da perdere e potresti essere lo “Sgarbi” della situazione: in pratica una mina vagante.

In entrambi i casi (il caso del cambio per cause maggiori e il caso “da manuale”) si ha una certezza. Dopo un mese tutto cambierà: se siete nel primo caso tutto probabilmente verrà superato in maniera positiva verso nuove avventure. Nel secondo caso… godetevela perché poi rientrerete negli “ingranaggi” diabolici di una nuova avventura, magari entusiasmante magari non tutto “rose e fiori”!

Warren

By | 2017-06-26T09:47:03+00:00 giugno 26th, 2017|lavoro|