Briatore, l’Associazione italiana per la direzione del personale (AIDP) e il farsi male da soli

Cosa c’entra l’Associazione italiana per la direzione del personale (AIDP) con Flavio Briatore?

Apparentemente niente.

Prima dell’ultima puntata di Servizio Pubblico, almeno. Nella trasmissione andata in onda ieri sera infatti tra gli ospiti della trasmissione c’era Flavio Briatore. Si parlava di imprese e fisco quando ad un certo punto la giornalista Luisella Costamagna ha ricordato alcune vicende giudiziare del “Boss” sia passate che in corso. La stessa giornalista ad un certo punto si è lasciata scappare che “anche i direttori del Personale hanno criticato Briatore”.

Ma a che cosa si riferiva?

Tramite una veloce ricerca in rete arrivo ad un articolo di Paolo Iacci Vice Presidente e Responsabile dell’Editoria di AIDP  intitolato “The Apprentice”.

Il racconto inizia con la classica barzelletta un po’ macabra…

“Un finanziere, un poliziotto e un carabiniere si ritrovano in servizio in una zona disagiata, costretti a mangiare alla meglio, appoggiati ai cofani delle auto, giubbotto antiproiettile sempre indossato, inevitabile pranzo al sacco.

Il finanziere guarda nella sua busta preparata dalla moglie e fa… “Panino col prosciutto… e voi? “Il poliziotto controlla la sua busta “Panino col prosciutto pure io” Il carabiniere li imita “Panino con prosciutto come voi”

I tre mangiano mugugnando un po’. Trascorrono i giorni e i militi continuano a trovare per pranzo un panino con il prosciutto ciascuno. Un giorno d’estate, esasperato dalla monotonia, il finanziere esclama: “Basta *****! Se anche stavolta mia moglie ha preparato un panino al prosciutto giuro che prendo la pistola e mi sparo!”

Nella busta c’è infatti il solito panino e prima che gli altri due possano reagire, il finanziere estrae la pistola d’ordinanza e si spara un colpo in testa!Il poliziotto esclama febbrile “Giusto! Il collega ha dimostrato di avere palle d’acciaio e noi poliziotti ce le abbiamo toste come quelle dei finanzieri. Adesso, se anche stavolta trovo il panino al prosciutto per pranzo, giuro che mi sparo anch’io!”
Il poliziotto trova il solito panino, emette un grido furibondo, con gesto solenne estrae l’arma d’ordinanza e si spara in testa.

Il carabiniere si guarda attorno frastornato. E’ rimasto solo con due cadaveri “Che colleghi coraggiosi! L’arma però non può essere da meno. Se anche io trovo il solito panino col prosciutto mi sparo un colpo in testa!”

Inutile dire che anche il carabiniere trova l’immancabile panino e, in pochi secondi, si suicida con un colpo in mezzo agli occhi.

Il giorno dei funerali, le vedove camminano affrante al fianco delle tre bare che si avviano al cimitero.La moglie del finanziere non smette di piangere e disperarsi “Ma perchè lo hai fatto? Non ti piaceva il panino al prosciutto che ti preparavo? Potevi dirmelo te lo avrei fatto al formaggio, alla mortadella, alle melanzane, perchè ti sei sparato, perchè? “

La moglie del poliziotto avanza lenta, fra un singhiozzo e l’altro “Ma perchè lo hai fatto? Non ti piaceva il panino al prosciutto che ti preparavo? Potevi dirmelo, ti avrei cucinato il pollo ai peperoni, la frittata di verdure, il timballo di maccheroni, ti avrei cucinato tutto quello che volevi, perchè ti sei sparato, perchè? “La moglie del carabiniere chiude il mesto corteo. Cammina tranquilla, in nero come le altre, ma quasi rassegnata ” Ma perchè lo hai fatto? Capisco il finanziere, capisco anche il poliziotto, ma tu…….. tu il pranzo te lo preparavi da solo !”

Iacci riprende il concetto del “farsi male da soli” a proposito della trasmissione “The Apprentice”, ricordando le vicissitudini giudiziarie di Briatore che hanno messo in luce i suoi presunti rapporti con esponenti della mafia e di quanto invece emerga dalla serie tv un’immagine solo positiva (“Lui, che bocciato due volte alla scuola pubblica strappò un diploma da geometra da privatista con una tesina sulla costruzione di una stalla, lui che difficilmente azzecca un congiuntivo, che si dice sia vicino ad ambienti malavitosi, proprio lui, viene proposto come modello per i nostri giovani”).

La domanda che si pone Iacci nella sostanza è: “E’ giusto che questo sia il modello di successo da proporre ai nostri giovani?”.

Che si antepongano i soldi alla buone letture o il successo facile al sacrificio.

A voi l’ardua sentenza…

Vittorio Nascimbene